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Detrazioni fiscali 2026 per ristrutturazioni e impianti: cosa c'è e cosa serve

Bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus mobili nel 2026: aliquote, tetti di spesa e i documenti da tenere. Aggiornato a ottobre 2026.

Aggiornato il 22 ottobre 20266 min di lettura← Tutte le guide

Questa guida riassume le regole in vigore a ottobre 2026 e la aggiorniamo ogni anno. Non sostituisce il vostro commercialista o il CAF: prima di iniziare i lavori verificate con loro la vostra situazione.

Bonus ristrutturazioni (bonus casa)

  • Aliquota: 50% per l'abitazione principale, 36% per gli altri immobili (seconde case, immobili dati in affitto). Il taglio a 36% e 30% è stato rinviato al 2027.
  • Tetto di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare.
  • Rimborso: in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
  • Lavori ammessi: manutenzione straordinaria (anche in edilizia libera), restauro, ristrutturazione; in condominio anche la manutenzione ordinaria delle parti comuni. Rientrano rifacimento bagni, impianti, serramenti, tetti e facciate.

Ecobonus (riqualificazione energetica)

  • Aliquota: stessa logica del bonus casa, 50% sull'abitazione principale e 36% negli altri casi, con tetti di spesa che variano per tipo di intervento (serramenti, cappotto, pompe di calore, caldaie a condensazione in sistemi ibridi…).
  • Scadenza: 31 dicembre 2027.
  • Attenzione: la sostituzione con caldaie alimentate solo a gas, anche a condensazione, è esclusa sia dall'ecobonus sia dal bonus casa. Le pompe di calore e i sistemi ibridi restano agevolati.

Sismabonus e bonus mobili

  • Sismabonus: prorogato con le stesse aliquote del bonus casa (50% / 36%).
  • Bonus mobili ed elettrodomestici: prorogato per il 2026, tetto di spesa 5.000 euro, collegato a una ristrutturazione in corso.
  • Bonus barriere architettoniche al 75%: non è stato rinnovato.

Cosa serve per non perdere la detrazione

  1. Pratica edilizia depositata prima dell'inizio dei lavori, quando richiesta (CILA, SCIA). Per i lavori in edilizia libera basta una dichiarazione sostitutiva con la data di inizio.
  2. Bonifico "parlante": causale con il riferimento di legge, codice fiscale di chi paga, partita IVA di chi riceve. Conta la data del pagamento, non la fine dei lavori.
  3. Fatture intestate a chi chiede la detrazione.
  4. Comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori per gli interventi energetici (e per alcuni interventi del bonus casa).
  5. Certificazioni di conformità degli impianti e schede tecniche dei materiali: ve le consegniamo noi a fine cantiere.

Come vi aiutiamo

Nel preventivo indichiamo per ogni voce quale detrazione è applicabile, prepariamo i documenti tecnici e vi diamo lo schema della causale per i bonifici. Con il vostro commercialista o CAF chiudete il cerchio in dichiarazione.

Volete un parere sul vostro caso?

Il sopralluogo è gratuito e il preventivo è scritto, a voci separate.